Nero per caso | Il mio flusso di coscienza

nov/06

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Take 6

Se il Signore ha una voce i Take 6 sono le sue corde vocali. Se Gesù Cristo comunica attraverso la musica i Take 6 sono le sue note. Non so se credete, se la vostra fede è in crisi o che ma non ho mai visto un gruppo di cantanti più degno delle parole che sto scrivendo. Che crediate o meno non avete la minima idea di cosa vi siete persi.

Ieri sera i Take 6 erano al Bluenote, ieri sera i Take 6 hanno decisamente illuminato la mia giornata.

Conosco (si fa per dire) i Take 6 da molti anni, circa sei o sette ormai ma non li ho mai esplorati né apprezzati a fondo tanto quanto ieri dal vivo. Motivo? La mia crisi di fede e la mia sottile tendenza anti-clericale. Non puoi apprezzare un gruppo gospel/r&b/soul/acappella/jazz cosi puro e profondo se non credi in maniera totale negli stessi valori. Non puoi farti penetrare da queste sei voci piene se non credi nel messaggio di cui si fanno tramite. I Take 6 sono semplici: sei ragazzoni di colore cresciuti a pane e musica nera che credono davvero in Gesù Cristo e cantano a pieni polmoni il loro amore al Signore e alla vita.

Al Bluenote hanno portato un po’ di pezzi del loro ultimo (undicesimo? ho perso il conto :-) ) album e pezzi storici mostrando ad una platea sconcertata che se ben addestrate le corde vocali non hanno limiti. Hanno anche dimostrato di essere bravi intrattenitori. Insieme potrebbero cantare per ore perché insieme coprono qualsiasi nota mi possa venire in mente. Mi è davvero difficile descrivere a parole questo gruppo di virtuosi perché le loro virtù vanno ascoltate e vanno capite.

I Take 6 sono nella scena dal 1985, insieme hanno vinto una caterva di Grammy (di cui due al primo album), sono la band vocale più nominata della storia di quel premio, scrivono testi e lavorano con “gente” come Stevie Wonder, Quincy Jones, Ray Charles (ora purtroppo deceduto), hanno pavimentato la strada per una serie di gruppi R&B e un’infinità di vocalist. Insomma se c’è qualcuno che ha portato la musica vocale e il gospel alle masse quelli sono i Take 6.

Prima di parlare di loro vorrei citare la recensione del Bluenote:

Pur continuando a cambiare l’espressione e le prestazioni, resta costante fino all’ultimo album il tema e il destinatario delle loro canzoni. Tutta la loro discografia è una dichiarazione di fede nella potenza di Dio in stile gospel, jazz con influenze r&b.

Conosciamoli meglio:

Alvin Chea (basso)

Alvin, classe 1967, è forse l’elemento più particolare del gruppo, ha una voce inconfondibile e profondissima. Non avevo mai sentito un basso così basso. Padre di 3 figli e con 20 e più anni di esperienza crea le fondamenta di tutta la musicalità dei Take 6.

Cedric Carl Dent (baritono)

Cedric si meriterebbe il titolo di “prof”, perché la sua preparazione musicale farebbe impallidire quella di molti artisti ben più noti al grande pubblico. Pianista dall’età di 6 anni e musicista da una vita ha al suo attivo un bacellerato (circa la nostra laurea breve) in musica vocale, un master in teoria musicale e arrangiamento e un dottorato in teoria musicale. Ha una cattedra nell’università del Tennessee e ha insegnato in cinque o sei altre università. Oltre ai riconoscimenti vinti con i Take 6 ha guadagnato premi arraggiando la musica di Stevie Wonder. Anche lui è felicemente sposato e padre.

David Thomas (secondo tenore)

David è forse la voce che mi piace di meno tra le sei ma per meno si intende “meno della perfezione” quindi non interpretate in maniera negativa le mie parole. Se non erro è anche l’ultimo membro in ordine cronologico del gruppo (e anche il più giovane). Cresciuto respirando musica nera è padre di tre bambini (se notate è una cosa ricorrente nel gruppo)

Mark Winston Kibble (primo tenore)

Mark, classe 1964, è sicuramente il membro istrionico e quello con più talenti al di fuori della musica ma è anche una delle voci più belle del gruppo. Insieme a suo fratello Joey ha prodotto un numero infinito di gruppi gospel e vocali, è arrangiatore, musicista, produttore, businessman, sportivo, marito e padre di due ragazzi e come gli altri cinque ha Gesù Cristo come sua guida.

Joey Kibble (secondo tenore)

Fratello minore di Mark (hanno 7 anni di differenza) e dotato di una voce davvero straordinaria partecipa al progetto Take 6 con una singolare determinazione. Non c’è molto da dire su Joey, va ascoltato. Ah dimenticavo… è padre di una bimba nata l’anno scorso :-)

Claude V. McKnight III (primo tenore)

Ho lasciato Claude (classe 1962) per ultimo di proposito perché è il mio preferito. Claude è colui che ha dato inizio a tutto. Ha dato inizio ai Take 6 e a tutto ciò che ne è seguito. Primo di tanti fratelli, figlio di credenti e nipote di un direttore di coro penso che non avrebbe potuto fare altro nella vita se non cantare il suo amore per il Signore e diamine se lo canta bene!

La sua voce è sicuramente la mia preferita e anche se tecnicamente non è forse la migliore delle sei credetemi… chi se ne frega della tecnica quando lo senti cantare!

Claude sembra la versione invecchiata di quel fratello a cui ha dato ispirazione, quel fratello ben più famoso alle masse: Brian McKnight. Non potrei immaginare famiglia più “vocale” dei fratelli McKnight.

Copertina Feels Good dei Take 6

Ai Take 6 va il mio rispetto e la mia ammirazione perché un progetto ultra ventennale con basi solide come il loro che non risente degli anni è raro, se non rarissimo, da trovare. Credo che sia la loro fede incondizionata in Dio a carburare la loro passione. Terrò con cura la mia copia speciale autografata di Feels Good (il loro ultimo album) mentre ascolto le loro note irraggiungibili.

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  • Anna

    come ti avevo già detto la tua recensione -fatta davvero bene- mi ha convinta sia un peccato che io non conosca questo gruppo. Spero di riuscire a rimediare al più presto. Baci, Anna

  • Nue

    Conosco i Take 6 fin dalle loro origini. Li ho visti varie volte, ma ricorderò sempre un concerto mitico al teatro Brancaccio di Roma, diversi anni fa: 4 piani cantavano a 4 voci diverse. Spettacolari.

  • http://www.neropercaso.it Lawrence

    Chissà che mi sono perso :-) Comunque ho notato che sono sovente in Europa quindi avrò sicuramente occasione di rivederli dal vivo. Ciao!

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