TAG | web
Il bimbo è nato. Alle 16.16 ora locale il comitato dei saggi capitanato dal leader carismatico (Antonio Cangiano) ha premuto il tasto “divide and conquer” sul sito Stacktrace.it.
No, non è il solito sito di news tecnologiche.
Primo: io sono uno dei redattori e non mi affilierei mai ad una cricca di copycat.
Secondo: il nostro scopo è tenervi incollati 10 minuti in più a quella scatola infernale che domina le nostre vite facendovi palpare un po’ di roba succosa su svariati argomenti del magico mondo dell’Information Technology.
Insomma, per citare un noto acronimo (e storpiarlo): You Are Gonna Need Stacktrace.
No il titolo non è un errore grammaticale. Gli amici di Wonsys hanno lanciato il loro nuovo prodotto, fatto apposta per i malati di serie tv come il sottoscritto: Episode39
Auguri per l’esoRdio.
Ho aperto anche io un account Twitter. Ultimamente non ho molto tempo di aggiornare il blog e cercherò di riversare su Twitter i miei pensieri istantanei. Insomma, una roba che non vi consiglio di leggere
Ad ogni modo: https://twitter.com/rhymes
Mi sono fatto l’account su Pownce grazie a Claudio: http://pownce.com/rhymes/.
Ma non ero uno di quelli che parlava male di Twitter???
Sono vittima delle mode
Per la serie “pillole di saggezza” Davide ha avuto il coraggio di scrivere una cosa che io vado cianciando da mesi con la mia combriccola di amici sul nostro canale IRC privato: basta con sta pletora di community nate dal nulla cosmico.
Ora fondo una community di gente che non sopporta le community.
Bunker è il nome dello studio di web design, development e comunicazione fondato da Antonio Cavedoni che oggi compie un anno.
L’informazione di servizio è che da un mesetto a questa parte io collaboro piacevolmente con loro
Leggo con sommo rammarico uno sviluppatore software (che non lavora sul web) che dopo aver visionato il bellissimo video sul web2.0 che gira in questi giorni non ha capito un fico secco.
Procediamo però con ordine.
Il video in questione non fa altro che presentare in modo molto intelligente la tesi che questa seconda rivoluzione del WWW ha come motore le persone e la condivisione dei contenuti generati da esse.
Questo significa soltanto che la persona viene messa al centro del servizio e quindi invece di una natura uno a molti unidirezionale (come una rivista su carta ad esempio) diventa uno scambio tra singoli o comunità intere.
La tecnologia ci viene in aiuto per (idealmente) rendere fruibili i contenuti in ogni dove e in ogni quando. Essa ci viene in aiuto per ridurre le distanze ma anche per permetterci di accedere ai nostri dati quando siamo sprovvisti del fido personal computer.
17
Albero genealogico due punto zero
0 Comments | Posted by Lawrence in pensieriparoleoperemissioni
geni.com. Un po’ lento però…



