Nero per caso | Il mio flusso di coscienza

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set/10

21

Illmatic

Illmatic è uno di quegli album scolpiti nelle pietre della storia musicale americana. Nasir “Nas” Jones creò il suo capolavoro proprio con la sua opera prima. Un album che è un viaggio nel proletariato urbano della New York inizio anni ’90. Un bravissimo MC (soltanto ventenne ai tempi) che usa la parola come un esperto pittore. La sua tela è la città che lo circonda, le sue pennellate scorrono forti e precise. Le basi forniscono struttura a quello che risulta essere uno spaccato di realtà lungo 40 minuti. Tratta da Illmatic è la canzone N.Y. State Of Mind, una di quelle tracce che le mie orecchie hanno consumato “a più non posso”. Da ascoltare, magari anche per capire da dove nasce l’ispirazione per Empire State Of Mind di Jay Z.

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lug/10

29

Imago vitae

Firmo il retro di due foto mentre ascolto la colonna sonora di “In the mood for love” di Wong Kar-Wai. Nat “King” Cole con Te Quiero Dijiste scorre dentro di me. A me Kar-Wai sta già simpatico, come può non star simpatico uno che si chiama Wong Kar-Wai e crea una tale perla di film?

Confucio diceva “Chi parla senza modestia troverà difficile rendere buone le proprie parole”. Io, senza falsa modestia, dico che in questo momento mi sento fortunato perché sono sicuro di aver realizzato qualcosa di buono. Una persona, che ringrazierò per l’eternità, mi ha chiesto di acquistare due mie foto. Questo bel gesto mi ha fatto ricordare nuovamente quanto sia bella la fotografia perché mi ha permesso di sedermi sulla mia scrivania di vetro illuminata dalla luce della lampada da tavolo, prendere in mano una penna e scrivere lentamente il mio nome in corsivo sul retro di due pezzettini di ricordi. Kafka aveva ragione a dire che si fotografa per allontanare immagini dalla propria mente. Per poterle avere sempre davanti agli occhi, aggiungo io.

Grazie E.

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giu/10

13

Ben di dio

Ben Harper è dio, cioè se dio esistesse e fosse un musicista sarebbe Ben Harper ma anche se non esistesse sarebbe Ben Harper perché Ben Harper è dio. Non c’è altra possibilità.

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Tutto quello che voglio fare è sdraiarmi al sole con Coltrane o Evans nelle cuffie e leggere. Leggere, leggere, leggere. Non libri di informatica, non libri di algoritmi, non libri di fotografia. Leggere, altro, ma leggere. Fino alla fine del sole, fino a.

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dic/09

10

Non me lo spiego

Che la mia band preferita siano i Coldplay lo sanno tutti. Lo sanno i miei dato che gliela meno da anni, lo sanno i miei colleghi per lo stesso motivo. Lo sanno i miei coinquilini perché ho un loro poster in camera e perché mi hanno rotto la tazza che ho preso al concerto, quei fetenti :D

Non tutti invece sanno che c’è stato un tempo in cui mi dilettavo nel canto (non puoi crescere con Musiq Soulchild e Marvin Gaye nelle orecchie e non aver voglia di cantare) e tra le mie mille peripezie mi è anche capitato di avere un gruppettino che ha avuto vita breve (troppo cazzari). Ok, ho anche cantato al meeting internazionale dell’azienda ma questo è materiale per un altro post :D

Dicevo: avevo un gruppo e passavamo da Bitter End dei Placebo a cose come Comfortably Numb dei Pink Floyd ai Coldplay appunto. Io ovviamente avrei preferito infilarci dentro anche tutt’altro nel repertorio ma andiamo avanti…

Oggi mentre mi riempivo la pancia di cibo giapponese è partita Yellow, quella strafottutissima canzone che mi fa sempre venire i brividi.

Sarei un uomo spento senza la mia band preferita, senza tutta la musica. Lo saremmo tutti. Spenti, morti e marci dentro, con capacità di comunicare mozzate. Non mi spiegherei altrimenti come tre accordi possano arrivarti in faccia come il vento a trecento all’ora per poi sollevarti letteralmente la pelle, mentre tu sei lì ad armeggiare con le bacchette al ristorante cercando di afferrare il tuo beef teriyaki.

Non me lo spiego.

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giu/09

26

Bye Michael

Michael (1972)

È strano come la morte di una persona tanto lontana possa scuotere così l’animo in un baleno. È strano anche il fatto che, grazie alle tecnologie, se ne venga al corrente con questo senso di pornografia di informazione a cui siamo abituati. Tutto è in tempo reale e tutto è in broadcasting in giro per il mondo.

Ho perso il conto di quante volte io abbia ascoltato le sue canzoni e i suoi dischi. Credo di aver logorato Thriller, di aver imparato a memoria Bad e adorato Off The Wall. Ricordo bene i mesi in cui tenevo a palla l’album Dangerous in macchina cantando a squarciagola Keep The Faith, Who Is It e Why You Wanna Trip On Me. Mi ricordo le volte in cui da piccolo tentavo di imitare le mosse del video di The Way You Make Me Feel e di Billie Jean o quando consumavo la cassetta del concerto del 1992 a Bucarest. Quando mi venivano le lacrime agli occhi ascoltando Man In The Mirror. Quando trovavo (e trovo) super una canzone come They Don’t Really Care About Us. Quando giocavo alla console Sega da un amico con il videogioco di Smooth Criminal. Quando non capivo come potesse camminare in quel modo sulla terra. Quando mi inventavo le parole di Wanna Be Startin Somethin’. Quando lo difendevo nei discorsi da bar. Quando vedevo la meraviglia negli occhi della gente se spiegavo che su Thriller han suonato i Kiss, Van Halen e i Toto. Quando per me era il più valido in mezzo a quel pattume che ascoltavano i miei coetanei alle scuole medie. Quando andavo in visibilio realizzando che faceva anche parte di una delle prime boy band della storia musicale.

Con un solo album ha cambiato il corso di uno intero stile musicale, con un passo ha cambiato generazioni intere di ballerini, con la sua voce e i suoi testi ha riempito le mie orecchie e la mia testa per tanti anni, e continuerà a farlo perché l’arte e il talento sono imperituri.

Chiuderei un po’ così:

Grazie Michael.

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mar/09

30

Mancanze

Sentivo la mancanza dell’album “Parachutes” dei Coldplay. Così delicato e intimo, così personale e in qualche strano modo casalingo. Ora sto ascoltando questa:

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mar/09

27

Mara

Mara è la ragazza del mio coinquilino, non c’è nessun altro al mondo che conosce tanti gruppi musicali quanti ne conosce lei :-)

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Mi sono deciso a pubblicare tre foto (clicca e vedrai le altre) tratte dal concerto dei Coldplay del 30 settembre a Milano.

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Questa perla tratta dal testo di una canzone è come impressa nella mia testa da 8 anni:

In the name of love and war took my shield and sword From the pit of the bottom, that knows no floor Like the rain to the dirt, from the vine to the wine. From the alpha of creation, to the end of time.

D’Angelo, The Root, Voodoo, 2000 (2 grammy, tanto per dirne una)

È anche l’album che ha iniziato il sottoscritto al neosoul insieme a Mama’s Gun di Erykah Badu.

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