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Dovete sapere che quando viaggio in treno (dalle scuole superiori ormai) mi faccio sostanzialmente ed essenzialmente i cazzi miei. Leggo, scrivo, canto nella mia testa, ascolto musica, guardo pezzi di serie televisive (viva i portatili!), studio, faccio esercizi… insomma… il treno infonde in me tendenze asociali.
Stamattina invece sul “mitico” 7e20 ho viaggiato con 3 amici. Il caso ha voluto che tutti e tre usino il treno alla mattina per prolungare le ore di sonno (io dormo 5 ore a notte quando devo alzarmi presto senza problemi) il che mi ha permesso di finire le 50 pagine che mi mancavano del libro Gomorra.
Provo ad iterare di nuovo il concetto: compratelo e leggetelo. Insomma leggetelo, a me non viene in tasca niente e non starò qui a edulcorare la pillola quindi a meno che non siate nati in terra di Camorra e conosciate perfettamente i meccanismi della criminalità organizzata direi che è un buon punto di partenza per capire.
Io una cosa (tra le tante) l’ho capita: il problema, se si può definire tale, è semplicemente non risolvibile.
Oggi ho fatto una incursione alla Fnac e ne sono uscito con tre libri. Tra gli altri ho acquistato “Gomorra” di Roberto Saviano e benché ne abbia attualmente letto solo un capitolo e mezzo lo consiglio a tutti.

Lo consiglio perché è un libro vero (anche se a mio avviso non scritto eccelsamente), lo consiglio perché l’autore ha ricevuto serie intimidazioni da chi sguazzava nel vaso di Pandora che ha scoperchiato, prendetelo come atto dovuto a chi ha rischiato e sta rischiando la propria vita per mettere a nudo uno spaccato importantissimo della nostra società (seppur la parte malavitosa di essa). Ora è sotto scorta, speriamo che non ci rimetta la pelle.



