Ieri sono arrivato impreparato alla mia usuale lezione di pianoforte del giovedì. Avevo lasciato a casa il metodo per pianoforte, gli spartiti, tutto. Ma tanto non aveva importanza, i pezzi che sto studiando sono scolpiti nella mia testa.
La bella sorpresa è stata non trovare G., il mio insegnante-prodigio di 23 anni, ma C., una pianista altrettanto eclettica di 18 anni. Al suo primo giorno di lezione.
Per me è stata una esperienza piena. Mi ha dato un po’ di dritte su come semplificare alcune diteggiature secondo il principio adatta la musica a te stesso (io studio da 8 mesi, quindi sono tutto tranne che bravo). Poi ci siamo messi a provare Comptine d’un autre été L’après midi. La cosa figa è che non avendo lo spartito davanti le ho dovuto insegnare un po’ di battute. È straordinario vedere quanto questi prodigi imparino in fretta. Mi ha messo molta allegria farle da maestro per 10 minuti per poi vedermi correggere mentre continuavo a provare il pezzo a memoria.
E così, suonando e parlando, siamo giunti alla fine della lezione. Non so quale molla le fosse scattata relazionandosi con me ma ad un tratto ha deciso di farmi sentire i due pezzi che ha composto e ha voluto ascoltare attentamente le mie opinioni e le mie potenziali correzioni (globalmente ovviamente, non sono un compositore!). Le ho anche comunicato quali emozioni e luoghi immaginari si formavano nella mia mente ascoltandoli.
Lei mi ha lodato dicendo che avevo azzeccato tutto.
Perchè racconto di questo sul blog? Perchè grazie ad un incontro fortuito con una persona di 7 anni piú giovane ne sono uscito piú ricco, e spero anche lei.
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