L’altro giorno ho finito di leggere Il Castello Bianco di Orhan Pamuk e l’ho trovato noiosissimo, nel vero senso della parola.
Il tizio quest’anno ha anche ricevuto il Nobel per la letteratura, sicuramente meritato (e sicuramente non grazie a questo libro) ma mi permetto di dire che deve aver fatto un lavoro mostruoso rispetto a quel libro.
La copertina è bella, la trama in linea di massima è pure interessante (è questo il motivo per cui l’ho acquistato) ma, tanto per farvi capire, ho impiegato di meno a leggere uno dei tre libri de “Il Signore degli Anelli” che le ultime 80 pagine.
Ha preso un vocabolario, ha selezionato gli aggettivi e li ha svuotati tutti nelle pagine centrali cercando di dare un senso a quello che scriveva, tra un aggettivo e l’altro. È prolisso, noioso e lento. Peccato, perché il signor Pamuk ha sicuramente fatto di meglio in questi anni. Chissà, magari un giorno proverò con un altro dei suoi libri.
Non posso fare altro che sconsigliarlo in pieno stile “guarda e passa”.
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