Nero per caso | Il mio flusso di coscienza

ott/06

7

No Podcast

Il titolo sarebbe dovuto essere I don’t do podcasts ma va bene anche cosi.

Finalmente posso dirlo al mondo (perlomeno a chi legge sto blog): a me i podcast non piacciono e non sono mai piaciuti.

Sinceramente non ho mai capito sto “fricchettonismo” del podcast. Non discuto sul fatto che in alcuni casi possano essere utili o che magari con l’IPod possano diventare anche… accettabili ma per il resto… bleah!

Il motivo per cui io dico no ai podcast è perché, almeno per me, non permettono di fare più cose contemporaneamente (l’ascolto richiede maggiore concentrazione della lettura), non sono statici (nel senso che se perdo un concetto o una frase devo tornare indietro nello stream, mentre in un articolo basta che rileggo la frase) e perché nella maggior parte delle volte (quasi sempre) sto ascoltando musica che devo mettere in pausa per ascoltare il podcast di turno (la cosa che più mi infastidisce :-) ).

Ecco l’ho detto. Ora posso vivere in pace.

Update: leggendo i commenti mi sono riappacificato con me stesso perché non sono l’unico ad avere dubbi sull’efficacia del mezzo di comunicazione. Ludo ha perso l’entusiasmo dopo aver smesso di fare le pulizie del sabato, Andrea li deve ancora inquadrare, Davide ragiona sul modo in cui si fruisce dei contenuti, Federico ha praticamente lasciato perdere dopo l’università e scotu richiede gentilmente un aggiornamento al cervello… insomma il fronte si allarga :-)

Update numero 2: leggo tramite Punto Informatico che Audioblogger (di Odeo) chiude i battenti. La maledizione del podcast ha avuto il suo effetto :-P (scherzo)

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  • http://qix.it/ ludo

    A parte l’entusiasmo iniziale, io i podcast li sentivo solo in due situazioni:

    • facendo le pulizie del sabato, mani occupate e testa libera

    • andando in ufficio in metropolitana, mani e testa libere

    E come podcast ascoltavo (quasi) solo alcuni programmi della BBC, non podcast personali che sinceramente mi interessano poco.

    Ultimamente al posto dei podcast ascolto musica, i podcast mi capita di ascoltarli più o meno una volta al mese quando c’è una conferenza che mi interessa e a cui non ho potuto partecipare, e comunque faccio un po’ fatica a riservare l’attenzione per quello che ascolto senza mettermi a fare altro.

    In sintesi, sono abbastanza d’accordo con te.

  • http://www.neropercaso.it Lawrence

    Esatto, in fondo hanno senso quando sei in viaggio o stai facendo altro. Personalmente non riesco ad ascoltare i podcast quando sono al PC. E` anche vero che sono nati di pari passo con l’ipod quindi potrebbero anche essere accettabili. Chissà, magari un giorno cambierò idea :-)

  • http://blog.deelan.com Andrea

    Ultimamente al posto dei podcast ascolto musica…

    Bentornati anni ’80 e bentornati gli walkman seppur riveduti e corretti.

    Come a dire che le buone idee non muoiono mai. Good design is timeless diceva qualcuno.

    I Podcast li devo ancora capire, e condivido con Lawrence il problema della intriseca linearità del mezzo. I siti web e alcuni libri sono pensati in modo da essere consultati in maniera non lineare, siamo liberi di saltare intere sezioni e di trascurarne altre. Forse ormai sono talmente abituato a questa libertà di consultazione che mi vanno stretti altri sistemi di apprendimento. Deve essere colpa della mia soglia di attenzione che si è abbassata parecchio con lo scorrere degli anni.

    Ci sono i “segnalibri” nei Poscast? E’ possibile salvare delle posizioni e riprendere più tardi? No, non intendo mettere in pausa il player. Dal mio punto di vista aiuterebbe.

  • http://www.neropercaso.it Lawrence

    Concordo con Andrea, secondo me il podcast come mezzo di comunicazione sarà grandioso quando potrà essere consultato come un libro in maniera randomica. Qui bisogna ripensare tutta l’interfaccia :-P

  • http://im.digitalhymn.com Folletto Malefico

    In effetti concordo in pieno. :)

    Ma d’altronde, mi risulta anche cambiato il modo in cui la maggior parte delle persone fruisce della musica. Prima, si stava in casa, con stereo o walkman, e si faceva solo quello. Oggi, la musica è diventata la colonna sonora della nostra giornata, un sottofondo.

    In fondo siamo noi ad aver cambiato la fruizione mantenendo il medesimo media.

    Forse per il podcast sarà così? Non so. Fruizione non lineare è possibile: in fondo, un “disco” lo si ascoltava in sequenza, mentre iTunes, Shuffle e ormai ogni dispositivo analogo dispone di random, ricerca et similia. :)

  • http://www.neropercaso.it Lawrence

    Esatto, la ricerca è la base della fruizione. Una volta avevamo 10 cassette o 10 CD. Ora sfido chiunque ad avere solo 10 mp3 nell’ipod, ne abbiamo a centinaia. Viviamo nell’era dell’informazione e siamo letteralmente sotterrati dalle informazioni. L’unico modo per uscirne incolumi è poterle selezionare e la ricerca è un modo per farlo. L’altro sarebbe usare una intelligenza artificiale, ma non ci siamo ancora arrivati :-P

  • http://im.digitalhymn.com Folletto Malefico

    “ma non ci siamo ancora arrivati”

    …quanto tempo libero hai? :D

    :P

  • http://kurai.blogsome.com Federico Fasce

    Devo dire che, pur essendo un fan dei podcast, non posso darti torto. Finché andavo in università tutte le mattine sorbendomi un’ora di treno, i podcast per me erano la manna: Rocketboom, Quinta di copertina e perfino l’eterno (dura mezz’ora) Command N erano il mio tg quotidiano. Ma se sei al PC non hai semplicemente la concentrazione necessaria: è un’ambiente troppo ricco a livello di informazioni :)

  • http://universo01.blogsite.org scotu

    sono abbastanza d’accordo con quanto detto: secondo me i podcast sono utili sui mezzi pubblici, mentre gioco ad un videogioco come pro evolution soccer (che quanto ad audio è abbastanza scarso e non mi richiede una grande concentrazione), quando nel podcast intervengono più voci (a volte può risultare artificiosa la trascrizione di una discussione) o per le conferenze.

    A proposito, io sto ancora aspettando che il produttore del mio cervello rilasci un upgrade del firmware che abiliti il multitasking, così risolvo il problema dei podcast (e anche altri) in un colpo solo :)

  • http://www.neropercaso.it Lawrence

    @Folletto: calcolando che il corso di IA e quello di sistemi esperti non lo seguo direi una vita intera :P

    @Federico: io ho ascoltato per un pò quello di Luttazzi

    @scotu: chiedi a Apple, magari tra un mac e l’altro lo implementano :D

  • Giovanni Corriga

    Inizierò ad ascoltare quando ci sarà un motore di ricerca che mi permetta di trovare subito i passaggi che mi possono interessare.

  • Pingback: Lawrence

  • http://motoperpetuo.blogspot.com Francesco

    Tra un podcast e un buon libro preferirò sempre quest’ultimo. Però quando vado a piedi da casa alla metropolitana oppure sull’autobus (quasi mai, visto che per sentire qualcosa dovrei tenere il volume troppo alto per le mie orecchie) mi fa piacere sentire qualcosa di diverso dalla musica.

  • http://www.neropercaso.it Lawrence

    @Francesco: bello il libro che stai leggendo. L’ho letto tempo fa prima che nascesse la psicosi del film e sta decisamente nei miei 10 libri preferiti :-) Il viaggio all’interno del mondo di Grenouille usando le sue sensazioni olfattive come mezzo di comunicazione è semplicemente stupendo. Non so, è davvero un libro geniale. Peccato che a quanto pare il film si concentri sulle cose che nel libro passano in secondo piano

  • http://www.maestrinipercaso.it mafe

    Finalmente, pensavo di essere l’unica :-) Aggiungo un altro difetto: non sono ricercabili, puoi solo taggarli e categorizzarli, ma non sono ricercabili in toto.

  • http://www.neropercaso.it Lawrence

    Già, mi domando cosa stan facendo questi informatici moderni invece di creare una interfaccia user-friendly sui contenuti audio.

  • http://www.maestrinipercaso.it mafe

    Considerando che il riconoscimento vocale (penso ai software di battitura testi) è abbastanza avanzato dovrebbe essere relativamente semplice “sbobinare” automaticamente un podcast.

  • http://www.neropercaso.it Lawrence

    Si credo che in una qualche misura sia possibile applicare lo stesso processo di riconoscimento vocale ad un file audio. Il problema principale che però mi sovviene è il fatto che tutti questi software non funzionano out-of-the-box ma hanno bisogno di un processo (relativamente) breve di apprendimento, cosa che non è “pratica” ai fini dell’analisi di un file audio che contiene sicuramente voci di persone “sconosciute” al software. Personalmente posso fare solo speculazioni perchè non è il mio ramo di informatica ma credo ci vorrà ancora un pò (anni) di tempo prima che si sviluppino sistemi del genere. Potrei sbagliare, chissà quante belle cose ci sono nei laboratori di ricerca e che non sapremo mai…

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