Nero per caso | Il mio flusso di coscienza

ott/06

12

Idlewild

Trovo che gli Outkast siano uno dei pochi gruppi attualmente sulla scena a meritare credito e lodi. Il connubio di due anime cosi diverse come quella di Antwan “Big Boi” Patton e André “André 3000″ Benjamin non poteva che portare freschezza nel mondo del rap cosi pieno di cliché e canzoni fotocopia.

Dico freschezza perchè gli Outkast sono un gruppo anomalo e geniale. Uno (Big Boi) produttore e rapper nel vero senso del termine, l’altro un signore con un’anima funk con tinte di rock. Un siffatto ossimoro è tenuto in piedi dagli alti e bassi di un’amicizia più che decennale.

copertina dell'album Idlewild degli Outkast

L’ultimo prodotto del loro ingegno si chiama “Idlewild”, un progetto a tutto tondo che André andava citando da anni e che finalmente dopo gli screzi nati dal penultimo album sono riusciti a portare a termine. Essendo annoverati nel gotha come sperimentatori assoluti (sono pochi gli artisti rap che escono dalla logica voyeuristica imposta da MTV) sin dai primi dischi non si sono smentiti confezionando un fantastico album di 25 tracce in aggiunta ad un film musicale immerso nel rap, nel funk, nel blues, nel jazz e in tutto ciò che André e Big Boi hanno sempre voluto fare: divertirsi senza dover correre sui binari di un solo genere musicale.

Idlewild, l’album, è per me una conferma del fatto che ognuno dei due senza l’altro sarebbe solo una parte di un tutto non meglio definito. Idlewild è per me una conferma del motivo per cui gli Outkast sanno cosa significa innovare e creare nuove sonorità (che molti cercano di copiare e male). Idlewild è per me una conferma di quanto salverei questi due squinternati di Atlanta.

Ad essere sincero ho preferenze tra i due. Il penultimo album, Speakerboxxx/The Love Below, è arrivato nei negozi come un doppio CD proprio perchè entrambi dopo parecchi screzi e crisi avevano deciso di prendere ognuno la propria strada. Credo di aver ascoltato una decina di volte The Love Below (quello di André) e un paio di volte quello di Big Boi. Sarà il mio orecchio ad essere sempre meno abituato al rap che consumavo in quantità industriali, sarà che sono cresciuto ascoltando soul, sarà che ciò che Prince ha involontariamente tramandato ad André si respira in ogni nota… ma questo ragazzone vegetariano è eccentricamente geniale.

una immagine degli outkast

Inoltre (tanto per aggiungere un pò di gossip) ha avuto una lunga relazione con colei che incarna il termine nu soul (anche se a lei non è mai piaciuta l’etichettatura), Erykah Badu, una delle voci più importanti degli ultimi 10 anni (se non conoscete nulla di lei, pentitevi :-) ).

Non mi resta che assaggiare l’altro pezzo di Idlewild, il film, un musical anni 30 cui l’album fa da colonna sonora. So già che non sarà un capolavoro ma si sono meritati la mia approvazione (tra l’altro è apprezzabile la recitazione di André 3000 nel film “Four Brothers”).

Non so a chi di voi possa piacere il rap, il soul, il funk o che, ma se avete l’occasione ascoltate questi due ragazzoni di Atlanta, perchè sanno il fatto loro.

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2 commenti for Idlewild

Giovanni Corriga | 12 ottobre 2006 at 08:41

Beh, anche Speakerboxxx ha i suoi momenti. Io lo ascolterei qualche volta di più.

Lawrence | 12 ottobre 2006 at 11:06

Si forse “due” è un numero riduttivo, è un bell’album ma ho cercato di sottolineare la distinzione tra i due e i miei gusti :-)

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