Nero per caso | Il mio flusso di coscienza

mag/11

16

Del parco e della velocità

Dietro casa mia c’è un parco. E quando dico “dietro casa mia” intendo che se giochiamo a nascondino e voi contate fino a 60 io sono già dentro il parco e non mi vedete più. Fino a 30 se mi metto a correre.

Il parco è un completo ecosistema. Erba, piante, corvi, erba un po’ meno verde, uccellini che non so identificare, un lago, dei cigni, un cigno nero, una créperie, bambini, mamme, figli, nonni, coppie, un ristorante, alberi, un boschetto, un campo da basket, giovani, anziani, gente che si finge impegnata, lettori, fotografi, wifi gratis, personale addetto alla cura del parco sempre in giro, tutto insomma.

L’ecosistema come potete immaginare funziona piuttosto bene ma la mia premura è raccontarvi di tre elementi che completano l’equilibrio delle cose: le persone in monopattino, le persone che corrono e quelle che camminano veloce.

Dovete sapere che Parigi è il risorgimento del monopattino. Vivendo a Milano pensavo che quello strano “biciclo” fosse una moda passeggera, ora che vedo stormi di bambini-ragazzi-adulti sfrecciare per la città in monopattino mi devo ricredere. Lo usano persino in salita! Se fossi un produttore di monopattini verrei sicuramente qui a venderli, in Italia non c’è speranza.

Il secondo tipo di persona che bazzica il parco (ma non solo) è il francese di corsa. Non di fretta, intendo quelli che corrono sul serio, con tanto di ipod, scarpe da ginnastica e varie tutine all’uopo (o pantaloni). Passo attraverso il parco almeno 2 volte al giorno (per andare e tornare dall’ufficio) e vedo corridori a tutte le ore, in quantità industriali. Ciò che però mi impressiona di più è che qualsiasi “tipo” di persona corre. Inventatevi una caratteristica e vi posso dire “celo”. Persone di ogni etnia, dimensione e età. La signora anziana se è in salute la trovi di corsa nel parco, la ragazzina sovrappeso c’è, il signore distinto che probabilmente ascolta Rachmaninoff nel suo ipod c’è, il ragazzo in tutina da professionista che corre al doppio della velocità degli altri c’è, la coppia di amici c’è, la coppia e basta c’è, il nerd occhialuto vestito in maniera improbabile c’è, la gnocca stratosferica che non suda mai c’è. Insomma, tutti corrono in questa città! Perlomeno nel 14esimo arrondissement.

Il terzo tipo di persona è il francese di fretta. Esco di casa, salgo sull’Avenue che mi porta al parco e già comincia la corsa. La signorina in pantaloni e tacchi visibilmente più bassa di me che per qualche legge fisica non sembra avere problemi a camminare al doppio della mia velocità (e io già sono impostato in velocità Milano all’ora di punta) si dirige verso il parco, lo attraversa in un battibaleno (scalini compresi che portano alla fermata della RER), in un movimento coordinato appoggia la borsetta sul lettore magnetico e appena io alzo la testa del mio libro è già all’interno del treno. Il momento più alto però avviene quando scendo dal treno a Chatelet-Les Halles e la gente è sempre in modalità “velocità Milano per 2″ su una scala mobile orizzontale! Avete letto bene, la gente fa i 100 all0ra su una scala mobile orizzontale e ti viene anche addosso, quasi sempre dimenticando di scusarsi.

Osservare i parigini è davvero divertente, dovrei portarmi dietro una videocamera una volta o l’altra.

À bientôt.

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