<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nero per caso &#187; pensieriparoleoperemissioni</title>
	<atom:link href="http://neropercaso.it/category/pensieriparoleoperemissioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://neropercaso.it</link>
	<description>Il mio flusso di coscienza</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Jun 2010 21:02:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
	<atom:link rel='hub' href='http://neropercaso.it/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Olaf, Stern</title>
		<link>http://neropercaso.it/olaf-stern/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/olaf-stern/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 21:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[olaf]]></category>
		<category><![CDATA[stern]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=489</guid>
		<description><![CDATA[Non so mai come cominciare i post per cui questo evito di iniziarlo. Facciamo finta che questo post sia già cominciato e che io sia già a metà dell&#8217;opera perché chi è a metà dell&#8217;opera è a buon punto, no? Quel che volevo dire è che oggi, dopo una tranquilla giornata in ufficio, sono corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so mai come cominciare i post per cui questo evito di iniziarlo. Facciamo finta che questo post sia già cominciato e che io sia già a metà dell&#8217;opera perché chi è a metà dell&#8217;opera è a buon punto, no?</p>

<p>Quel che volevo dire è che oggi, dopo una tranquilla giornata in ufficio, sono corso a vedere una mostra (due mostre nello stesso posto a dire il vero). La mostra è una mostra di fotografia, di quelle in cui vai e vedi delle magnifiche foto appese e torni a casa e sei migliore di prima perché tanto lo sai che le immagini cambiano la tua vita ogni santo giorno. Le foto appese lì a questa mostra erano decisamente di questo tipo. Le guardi, ti fermi davanti e non sei più lo stesso. Non che sei una persona diversa, sei solo un po&#8217; più ricco, ricco dentro, che non è mai una brutta cosa.</p>

<p>La prima mostra è di <a href="http://www.erwinolaf.com/">Erwin Olaf</a>, ripeto: E R W I N O L A F. So già che qualcuno starà dicendo <em>&lt;&lt; e chi è? >></em>. Io dico che non importa chi è, importa che quando vedi queste foto stampate su una parete non sei più lo stesso, perché Olaf è uno che ha capito come si fa a trasmettere il proprio modo di vedere con la fotografia e lo fa deponendo pezzettini della sua testa nelle sue creazioni. Io le considero opere d&#8217;arte, non mi interessano i formalismi. Questa è arte, punto. Le serie Dusk, Dawn e Grief resteranno per sempre stampate nella mia testa. 
<br />
<br />
<br />
Lascio un po&#8217; di spazio libero così potete andare a guardarvi le sue foto prima di continuare a leggere.
<br />
<br />
<br />
<br />
Fatto? Ok, torniamo ad Olaf. Giro per la mostra e trovo Olaf che risponde ad un sacco di domande generiche sul suo lavoro, poi compro il suo libro, vado a rompergli le scatole per farmelo firmare e intanto mi faccio spiegare come fa le sue creazioni  (ovviamente non ho capito granché ma è un inizio). Lo incrocerò di nuovo più tardi facendomi scattare un paio di foto insieme a lui (mentre mi faccio spiegare che attrezzatura usa). Insomma, un quiz dopo l&#8217;altro mentre lo distraggo.</p>

<p>La mostra numero due è di <a href="http://www.philsternarchives.com/">Phil Stern</a>, un fotografo di tutt&#8217;altra lega, che ci lascia dei documenti di infinito valore, catturando gioia e tristezza di persone che non smetteranno mai di essere nel nostro immaginario e invece per lui erano lì e le toccava con mano e le fotografa per farci sognare. Beato lui. Stern è nato nel 1919, si porta dietro una bombola di ossigeno (sì, era presente alla mostra e ho fatto un mucchio di domande) ed è uno di quelli che li ha fotografati tutti.</p>

<p>James Dean, Sammy Davis Jr., Frank Sinatra, JFK, Anita Ekberg, Sofia Loren, Sidney Poitier, Jack Lemmon, Dean Martin, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Alfred Hitchcock, John Wayne, Tony Curtis sono i primi che mi vengono in mente. Un infinito, inestimabile valore. Ovviamente gli ho chiesto come è stato interagire con Frank Sinatra e il Rat Pack, da buon fan del gruppo.</p>

<p>Ho applaudito nel mio cuore quando ad un insistente personaggio che continuava a chiedergli informazioni sull&#8217;attrezzatura, sulla postproduzione, sulla scelta della pellicola, il signor Stern ha risposto leggermente infastidito dicendo: <em>&lt;&lt; it&#8217;s all about the image, the content >></em> (la cosa che importa è l&#8217;immagine, il contenuto).</p>

<p>L&#8217;euforia non è ancora finita, la mostra tornerò a vederla perché è delirante &#8220;dribblare&#8221; un sacco di addetti ai lavori, invitati, parenti e persone come me. Ora ho una di quelle storie da raccontare ai nipoti e sono un po&#8217; più ricco, dentro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/olaf-stern/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ben di dio</title>
		<link>http://neropercaso.it/ben-di-dio/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/ben-di-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 21:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[benharper]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=484</guid>
		<description><![CDATA[Ben Harper è dio, cioè se dio esistesse e fosse un musicista sarebbe Ben Harper ma anche se non esistesse sarebbe Ben Harper perché Ben Harper è dio. Non c&#8217;è altra possibilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ben Harper è dio, cioè se dio esistesse e fosse un musicista sarebbe Ben Harper ma anche se non esistesse sarebbe Ben Harper perché Ben Harper è dio. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6FSkL9hMhpE">Non c&#8217;è altra possibilità</a>.</p>

<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6FSkL9hMhpE&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/6FSkL9hMhpE&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/ben-di-dio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uomo senza</title>
		<link>http://neropercaso.it/uomo-senza/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/uomo-senza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 19:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=476</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Un uomo che non frequenta donne è un uomo senza. Non è un uomo e basta, nient&#8217;altro da aggiungere. È un uomo senza. Può dimenticarselo, ma quando si ritrova davanti, lo sa di nuovo. [...] Toccare la mano di una donna, per un uomo senza, è un salto nel sangue. Non ci si dovrebbe toccare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><cite>&#8220;Un uomo che non frequenta donne è un uomo senza. Non è un uomo e basta, nient&#8217;altro da aggiungere. È un uomo senza. Può dimenticarselo, ma quando si ritrova davanti, lo sa di nuovo. [...] Toccare la mano di una donna, per un uomo senza, è un salto nel sangue. Non ci si dovrebbe toccare, donna e uomo, facendo finta che è tutt&#8217;altro.&#8221;</cite></p>

<ul>
<li><a href="http://www.ibs.it/code/9788807017933/de-luca-erri/peso-della-farfalla.html">Il peso della farfalla</a>, Erri De Luca</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/uomo-senza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Buio</title>
		<link>http://neropercaso.it/buio/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/buio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 22:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=470</guid>
		<description><![CDATA[Buio. Come la totale estinzione della capacità di usare la vista, per ore. Buio. Come lo spazio attorno che non si misura più in distanze e dimensioni ma in sensazioni. Buio. Come la stanza da ascoltare, da ascoltare e ascoltare. Buio. Come la differenza di peso nel bicchiere per capire di quanto è riempito. Buio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buio. Come la totale estinzione della capacità di usare la vista, per ore.
Buio. Come lo spazio attorno che non si misura più in distanze e dimensioni ma in sensazioni.
Buio. Come la stanza da ascoltare, da ascoltare e ascoltare.
Buio. Come la differenza di peso nel bicchiere per capire di quanto è riempito.
Buio. Come il tavolo da toccare per trovare piatti, bicchieri, forchetta, coltello e bottiglie.
Buio. Come il piatto da annusare per capire cosa contiene.
Buio. Come la totale fiducia verso chi ti accompagna.
Buio. Come la forza della voce che non sai misurare.
Buio. Come la confidenza che in poco tempo devi dare e avere con i tuoi compagni di avventura.</p>

<p>Una cena con tanti sconosciuti con cui semplicemente chiacchieri liberamente imparando a fidarti della loro voce perché non hai altro modo per capire le espressioni e le emozioni.</p>

<p>Luce. Come lo schiaffo che ricevi dentro quando tutto è finito e i tuoi occhi ricominciano a vedere, a farti capire che con la luce spenta c’è chi ci vive, per davvero.</p>

<p>(pensieri sparsi dopo una cena al buio all’Istituto dei Ciechi a Milano)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/buio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>tutto quello che</title>
		<link>http://neropercaso.it/tutto-quello-che/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/tutto-quello-che/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 22:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=467</guid>
		<description><![CDATA[Tutto quello che voglio fare è sdraiarmi al sole con Coltrane o Evans nelle cuffie e leggere. Leggere, leggere, leggere. Non libri di informatica, non libri di algoritmi, non libri di fotografia. Leggere, altro, ma leggere. Fino alla fine del sole, fino a.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto quello che voglio fare è sdraiarmi al sole con Coltrane o Evans nelle cuffie e leggere. Leggere, leggere, leggere. Non libri di informatica, non libri di algoritmi, non libri di fotografia. Leggere, altro, ma leggere. Fino alla fine del sole, fino a.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/tutto-quello-che/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In piedi</title>
		<link>http://neropercaso.it/in-piedi/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/in-piedi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=463</guid>
		<description><![CDATA[Ai tempi delle scuole praticavo parecchia atletica. Prevalentemente il salto in alto e la corsa. La corsa in velocità, non quell&#8217;altra dove corri per un sacco di tempo. A me piaceva correre e dare il massimo in non più di 100, 200 metri. Facevo anche la staffetta, nell&#8217;ultimo blocco. Quello in cui arrivi al traguardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai tempi delle scuole  praticavo parecchia atletica. Prevalentemente il salto in alto e la corsa.</p>

<p>La corsa in velocità, non quell&#8217;altra dove corri per un sacco di tempo. A me piaceva correre e dare il massimo in non più di 100, 200 metri. Facevo anche la staffetta, nell&#8217;ultimo blocco. Quello in cui arrivi al traguardo per ultimo e tutti i tuoi compagni confidano che tu riesca a recuperare un eventuale distacco. A volte ci riesci, quelli sì che sono bei momenti. Uno sport di squadra singolare dato che la responsabilità non sempre è divisa equamente.</p>

<p>Ero piuttosto bravo nell&#8217;atletica e il motivo, a parte la ovvia combinazione tra doti e preparazione atletica che ognuno deve avere, era che mi allenavo con gente più brava di me.</p>

<p>Persone che saltavano più in alto, persone che correvano più veloce. Atleti più forti, più esperti, più capaci.</p>

<p>Provate a correre i 100 o i 400 metri piani in una corsia da soli in allenamento, riprovate a correrli con una persona che mediamente è più veloce di voi.</p>

<p>Trovarmi circondato di persone più brave ed esperte era per me stimolo per migliorare, per poter correre più veloce di loro, tirare fuori quei 3 o 4 centimetri in più nel fosbury per poter portare a casa un pezzo di metallo con un colore più importante.</p>

<p>Oggi non corro né salto più ma la sostanza non cambia. Da quando ho scoperto la fotografia cerco in tutti i modi di studiare e capire la vita di coloro che ammiro e invidio, cerco di guardare il maggior numero di foto possibile per ispirarmi e conoscere, cerco di scattare per trovare la mia finestra sul mondo.</p>

<p>Sono circondato da persone più brave di me in ogni situazione ma mi manca qualcosa, qualcuno. A differenza dei tempi dell&#8217;atletica ora non ho un allenatore, una persona che mi spinga, che mi stimoli, che mi distrugga e mi ricostruisca per la prossima sfida, per diventare migliore. È troppo tempo che non ricevo critiche alle mie fotografie, siccome a me generalmente non fanno impazzire ci deve essere una percezione totalmente diversa tra chi le guarda (voi) e chi le fa (io).</p>

<p>Non mi interessa sentirmi dire bravo (ovviamente fa piacere), non mi interessa sentirmi dire &#8220;eh si ma non ti preoccupare, tanto fai foto da meno di un anno, è normale&#8221;.</p>

<p>Non è una questione di mera ambizione, non credo nemmeno sia magia nera. Poter assorbire il talento e ricevere critiche da chi si ammira è un ottimo modo per migliorare, per non sedersi.</p>

<p>In piedi, dai.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/in-piedi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Primo Marzo 2010</title>
		<link>http://neropercaso.it/primo-marzo-2010/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/primo-marzo-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[primomarzo2010]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=456</guid>
		<description><![CDATA[Il primo marzo 2010 ho scioperato. Non l&#8217;avevo mai fatto ma come si dice &#8220;c&#8217;è sempre una prima volta&#8221;. Lo sciopero e la conclusiva manifestazione sono stati un pacifico tentativo di far capire l&#8217;importanza dell&#8217;immigrazione regolare nel tessuto produttivo dell&#8217;Italia e nella sua società. Un modo per far sentire la voce di persone non rappresentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo marzo 2010 ho scioperato. Non l&#8217;avevo mai fatto ma come si dice &#8220;c&#8217;è sempre una prima volta&#8221;. Lo sciopero e la conclusiva manifestazione sono stati un pacifico tentativo di far capire l&#8217;importanza dell&#8217;immigrazione regolare nel tessuto produttivo dell&#8217;Italia e nella sua società. Un modo per far sentire la voce di persone non rappresentate da alcuno.</p>

<p>Ecco qualche immagine della manifestazione:</p>

<p><object width="500" height="375"> <param name="flashvars" value="offsite=true&#038;lang=en-us&#038;page_show_url=%2Fphotos%2Frhymes%2Fsets%2F72157623543342990%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2Frhymes%2Fsets%2F72157623543342990%2F&#038;set_id=72157623543342990&#038;jump_to="></param> <param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"></param> <param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&#038;lang=en-us&#038;page_show_url=%2Fphotos%2Frhymes%2Fsets%2F72157623543342990%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2Frhymes%2Fsets%2F72157623543342990%2F&#038;set_id=72157623543342990&#038;jump_to=" width="500" height="375"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/primo-marzo-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Racconto per fotografie</title>
		<link>http://neropercaso.it/racconto-per-fotografie/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/racconto-per-fotografie/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=449</guid>
		<description><![CDATA[Quello che segue è il pazzo risultato di un esercizio molto bello fatto al corso di fotografia. Mi è stata data una rivista a caso, mi sono stati dati 4 minuti per scegliere 10 foto e successivamente altri 20 minuti per collegarle in una storia, un mini reportage. Ecco cosa è uscito dalle mie foto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che segue è il pazzo risultato di un esercizio molto bello fatto al corso di fotografia. Mi è stata data una rivista a caso, mi sono stati dati 4 minuti per scegliere 10 foto e successivamente altri 20 minuti per collegarle in una storia, un mini reportage. Ecco cosa è uscito dalle mie foto casuali e dalla mia testa.</p>

<p><em>Un giorno le due gemelle Twix sono comparse sulla Terra.</em></p>

<p><em>Gli abitanti non sapevano del loro arrivo ma sapevano che non avrebbe portato nulla di buono.
Anche gli Antichi, da millenni nascosti sotto forma di pesci, erano all&#8217;erta.
Il loro capo, Pisces dal colore blu, manifestava la necessità di trovare una soluzione per eliminare le gemelle Twix.</em></p>

<p><em>Le gemelle avevano il potere di scatenare gli istinti violenti negli uomini. Per ottenere il loro scopo si trasformarono in due creature, una rossa e una verde. I colori non erano affatto casuali. Avevano bisogno di Pisces, il canale blu, per condizionare gli uomini.</em></p>

<p><em>Ebbero successo, e fu così che guerre incominciarono e partite di basket degenerarono dal fair play alla violenza.</em></p>

<p><em>Il resto non è dato sapere perché Aeron, colui che tutto legge e tutto sistema, si è messo davanti ad una finestra con il libro del mondo, bruciando il bianco e quindi gli altri 3 colori.</em></p>

<p><em>Alla fine Pyra, creatice di ogni universo, annoiata dalle sintesi additive si accese una sigarette e con l&#8217;ultimo tiro, il mondo finì.</em></p>

<p>Purtroppo non ho modo di mostrare le fotografie ma erano (nell&#8217;ordine in cui le ho disposte io): una foto a due gemelle, una foto di un paesaggio terreno, una donna giapponese che guarda verso il cielo, un pesce tropicale blu, una creatura fantastica di colore rosso, una creatura simile di colore verde, la foto di un soldato ferito in guerra, la foto di un alterco durante una partita di basket, un uomo che legge un libro irradiato dalla luce bianca proveniente dalla finestra alle sue spalle, una pittrice annoiata che si fuma una sigaretta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/racconto-per-fotografie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Sara Lando</title>
		<link>http://neropercaso.it/intervista-a-sara-lando/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/intervista-a-sara-lando/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=440</guid>
		<description><![CDATA[Presentazione (scritta da me): Sara Lando è una fotografa professionista con un notevole talento creativo. Io la definirei una esperta osservatrice con una dose di empatia, cosa che si nota osservando bene le sue fotografie. Ha un blog &#8211; www.saralando.com/blog/ &#8211; che è una miniera d&#8217;oro di consigli. Nel 2009 ha vinto importanti premi tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Presentazione</b> (scritta da me): Sara Lando è una fotografa professionista con un notevole talento creativo. Io la definirei una esperta osservatrice con una dose di empatia, cosa che si nota osservando bene le sue fotografie. Ha un blog &#8211; <a href="http://www.saralando.com/blog/" rel="nofollow">www.saralando.com/blog/</a> &#8211; che è una miniera d&#8217;oro di consigli. Nel 2009 ha vinto importanti premi tra cui un paio dedicati alla postproduzione digitale e alla ricerca creativa &#8211; <a href="http://www.saralando.com/blog/?p=290" rel="nofollow">www.saralando.com/blog/?p=290</a>. La sua personalità è notevole e la sua umanità parte integrante del suo lavoro, ve ne accorgerete leggendo. In questa intervista Sara tocca anche il tema di come internet possa essere determinante nella professione fotografo e l&#8217;annosa questione delle licenze delle fotografie. Trovate i suoi lavori su <a href="http://www.saralando.com/" rel="nofollow">www.saralando.com/</a> mentre il suo account flickr è questo: http://www.flickr.com/photos/rent-a-moose</p>

<p><b>INTERVISTA</b></p>

<p><b>1) Chi è Sara Lando, perché fotografi?</b></p>

<p>È una domanda un po&#8217; complessa. Al di là del
problema dell&#8217;identità che non è così banale da
risolvere, almeno non per me, credo di essere una
normalissima trentenne con un lavoro, una famiglia e una
quantità di piccole ossessioni.
Sul cosa mi spinga a fotografare&#8230; da quando ne ho fatto
un lavoro le cose si sono complicate un po&#8217;.
Da un lato c&#8217;è un discorso professionale: fotografo
perché è quello che mi mette il cibo in tavola e perché
se prendo un impegno con un cliente lo porto a termine, anche
se quel giorno preferirei magari stare a letto a guardare serie TV mentre mangio noccioline.
Dall&#8217;altro continua comunque ad essere una cosa che faccio perché ho delle immagini dentro la testa e se le lascio lì marciscono e se marciscono non sto bene.
È come soffiarsi il naso o grattarsi. Dopo che l&#8217;hai
fatto stai meglio.</p>

<p><b>2) Quali sono le cose che più adori nel poter fotografare
le persone?</b></p>

<p>Quando fotografi qualcuno per diverse ore di seguito,
soprattutto quando questo qualcuno non fa il modello di
professione, si viene a creare un legame strano.
Probabilmente deriva dal fatto di non sapere come
comportarsi o succede perché improvvisamente chi sta
davanti all&#8217;obiettivo decide di mettersi nelle mani del
fotografo senza poter controllare quello che succede, ed è
un salto di fede non da poco.
È come essere un prete o uno psicologo. Non so se capiti
a tutti quelli che fanno foto, ma spesso nel corso di un
servizio fotografico vengo a sapere dettagli della vita di
una persona che sono davvero intimi.
Il fatto che qualcuno si fidi di me abbastanza da mettermi
al corrente di parti della propria vita che considera
preziose è una cosa molto bella.
E adoro il momento in cui consegno le immagini finite e
persone che odiano la propria immagine fotografica si vedono
con i miei occhi e si riconoscono, ma allo stesso tempo si
accorgono che possono essere belle o espressive o
interessanti.
La fotografia ha aiutato me per prima a scendere a patti
con un corpo non perfetto, mi piace quando succede anche a
persone che fotografo.</p>

<p><b>3) Quali sono le difficoltà che incontri e gli aspetti
negativi (se ci sono) ?</b></p>

<p>Ci sono un sacco di difficoltà, come in tutti i lavori.
Possono essere difficoltà tecniche, organizzare uno
shooting richiede spesso un lavoro di regia non indifferente
o attrezzature particolari, oppure difficoltà di altro
tipo: a volte capita che la persona che si trova di fronte
alla macchina fotografica sia terrorizzata, oppure che sia
completamente diversa da quella che mi aspettavo (ci sono
state persone che quando ho chiesto delle foto di
riferimento mi hanno mandato scatti di 5 anni prima, in cui
erano completamente diverse).
Però è importante ricordarsi che alla fine della
giornata non interessa a nessuno: se non c&#8217;è la foto è
solo un problema mio. Per cui bisogna essere pronti a
passare sempre al piano B, C, D o E.</p>

<p>Oppure capita che non sia al massimo della forma io. Ci
sono giorni in cui mi sono presentata sul set con la febbre
e drogata di paracetamolo, perché non è un lavoro in cui
ci si può semplicemente dare malati.
Mi è capitato di alzarmi alle 3 del mattino per guidare 4
ore, scattare per altre 10 e poi dormire in una piazzola di
sosta per due ore prima di riguidare fino a casa. Non è un
tipo di percorso professionale che consiglierei a chi ha
bisogno di dormire 8 ore per notte e mangiare ad orari
fissi.</p>

<p>E poi ovviamente mi trovo a dover far fronte a tutte le
difficoltà standard di chi lavora in proprio in Italia:
tasse da pagare, clienti che pagano a 90-120-300 giorni,
nessun tipo di garanzia.
Questo mese lavoro, il prossimo non lo so.
Nonostante tutto non tornerei a lavorare come dipendente,
non fa per me.</p>

<p><b>4) Qual è la fotografia che hai scattato a cui tieni di
più? Cosa significa per te?</b></p>

<p>Probabilmente <a href="http://uvaspina.livejournal.com/110459.html" rel="nofollow">la serie di alice</a>.
È stata scattata in un periodo in cui facevo pochissime
foto e non stavo bene. Mi stavo scontrando con il prezzo
emotivo che si paga scendendo a compromessi con le promesse
che si fanno a se stessi mentre si cresce.
Uno dei forum che frequentavo (che metteva assieme
illustratori, pittori, fumettari, artisti digitali e
fotografi) aveva questi piccoli concorsi a tema, che erano
un&#8217;ottima scusa per fare qualcosa di nuovo nei periodi in
cui c&#8217;è meno ispirazione. Il tema era “Alice nel
Paese delle Meraviglie”.
La serie è una serie di scatti di quello che succede al
paese delle meraviglie dopo che Alice è diventata adulta:
il brucaliffo è infilzato in una teca, le carte di cuori
sono diventate denari, Humpty Dumpty si è suicidato
saltando in un tegamino&#8230; in ogni immagine c&#8217;è
l&#8217;immagine precedente (per mantenere la struttura ciclica
del libro, e richiamare la maratonda) e di fianco una serie
di testi in cui descrivo episodi in cui io sono scesa a
compromessi, crescendo. Le prime lettere delle parti scritte
compongono la parola “ALICE”.</p>

<p>È stato come rimettermi in moto dopo un lungo periodo in
cui avevo smesso di fare cose che parlassero di me.
È forse l&#8217;autoritratto a cui sono più legata, e con
il tempo mi sono accorta che i miei autoritratti più
riusciti sono quelli in cui io non sono nell&#8217;inquadratura.</p>

<p><b>5) Guardando il tuo portfolio la prima cosa che mi viene in
mente è la parola creatività. Sembra che tu ne abbia una
risorsa illimitata, qual è il tuo segreto?</b></p>

<p>In realtà non riesco a vedermi come una persona
particolarmente creativa. Sicuramente non baso le mie foto
principalmente sulla tecnica (e questo spesso è
dolorosamente evidente), ma la verità è che molto spesso
l&#8217;immagine finale è semplicemente il frutto di una serie
di coincidenze o scelte improvvise fatte mentre scatto delle
foto.
Magari parto con un&#8217;idea in testa, poi succede qualcosa
(può essere una frase detta dalla modella, la musica che si
ascolta, un oggetto che attira la mia attenzione) e lo
shooting prende una direzione completamente diversa.
È come avere un grosso sasso e trovarsi in cima a una
salita. Per portarlo dal punto A (sulla cima) al punto B (in
fondo) si può controllarlo con molta attenzione e fargli
fare un percorso prestabilito e limitato da binari e
mantenere la velocità costante e portarlo sano e salvo in
fondo. È quello che faccio quando ho un cliente da
accontentare, in genere.
Se si tratta di foto scattate per me, tiro un calcio alla
pietra nella direzione generale che mi interessa e lascio
che la gravità faccia il resto.
A quel punto si muove da sola e ho imparato che se cercassi
di riportarla sui binari farei una fatica enorme e
probabilmente fallirei miseramente. Per cui mi limito a
correre  più veloce che posso, prendendola a spallate se
devia troppo dalla direzione che mi interessa e spostando da
davanti quello che potrebbe essere distrutto.</p>

<p>Spesso le idee per uno shooting mi vengono da quello che
sogno di notte: ho una vita onirica vividissima. Oppure sono
immagini che mi passano per la testa mentre aspetto alla
fermata del treno e che scrivo al volo nel mio moleskine.
Guidare per delle ore è un&#8217;altra di quelle cose che
mette in moto le rotelle, per cui tengo in macchina un
registratore portatile.
Sicuramente sono influenzata dai film che guardo, dai libri
che leggo, dalle persone che frequento e dalle storie che
ascolto. È una specie di furto di tutto quello che mi
capita attorno.</p>

<p>La quinta regola di Jim Jarmush è una delle cose migliori
che siano mai state scritte a riguardo:</p>

<blockquote>
Nothing is original.
Steal from anywhere that resonates with inspiration or fuels
your imagination. Devour old films, new films, music, books,
paintings, photographs, poems, dreams, random conversations,
architecture, bridges, street signs, trees, clouds, bodies
of water, light and shadows. Select only things to steal
from that speak directly to your soul. If you do this, your
work (and theft) will be authentic. Authenticity is
invaluable; originality is nonexistent. And don&#8217;t bother
concealing your thievery—celebrate it if you feel like it.
In any case, always remember what Jean-Luc Godard said:
“It&#8217;s not where you take things from—it&#8217;s where you
take them to.”
</blockquote>

<p><b>6) La tua presenza sul web è notevole, il tuo blog è tra
le mie letture preferite e la serie &quot;ghettofotografia&quot; è
utilissima. Come è nato il blog e quanto è importante
per te condividere ciò che hai appreso diventando una
fotografa?</b></p>

<p>Avevo un blog molto prima di diventare una fotografa: ho
aperto il primo livejournal nel 1999 e lo usavo per leggere
i diari online di una ventina di persone sparse in giro per
il mondo.
Poi già che c&#8217;ero ho cominciato a scriverci. Poi
già che c&#8217;ero quando ho cominciato a fare foto le ho
messe li&#8217;.
Se sono diventata una fotografa (già che c&#8217;ero&#8230;) lo
devo in grossa parte al fatto che ci sono state delle
persone lungo il percorso, su Internet, che mi hanno aiutato
a migliorarmi, che mi hanno spiegato come fare, che mi hanno
incoraggiato anche quando le foto facevano seriamente
cagare.
È un tipo di debito che non si paga direttamente alle
persone che ci hanno aiutato: ci si limita a fare la stessa
cosa per chi viene dopo.
Peraltro io stessa sono ancora nella fase in cui continuo a
imparare cose nuove che rendono obsolete quelle che so
adesso: ogni volta che metto online il mio modo di fare
qualcosa, ci sono persone che contribuiscono aggiungendo dei
pezzi che non conoscevo e dandomi delle nuove direzioni in
cui esplorare.
La fotografia non è una specie di arte magica segreta che
bisogna tenere per sé: una macchina in automatico fa foto
migliori di me.
È lo stesso motivo per cui quello che metto su Internet
è sotto licenza CC (<a href="http://creativecommons.org/" rel="nofollow">Creative Commons</a>, ndr).
Faccio davvero fatica a capire l&#8217;ossessione della gente nei confronti
delle proprie foto e delle proprie tecniche: peraltro se anche Michelangelo mi
spiegasse come fa a dipingere, non significa che io sarei
capace di farlo.
Ma se Michelangelo perdesse tempo a spiegarmi come si fa
qualcosa e poi avesse bisogno di una mano, sarei molto
meglio disposta ad aiutarlo per quanto posso. Ed è quello
che succede a me, che pure non sono Michelangelo: dal
mettere online quattro tutorial ho ricevuto molto più di
quello che ho dato.</p>

<p>Questo ovviamente compatibilmente con il mio tempo libero e
le mie possibilità: il fatto che sia disponibile a spiegare
quello che so non significa che mi senta in dovere di
rispondere alle richieste di chiunque mi scriva chiedendomi
di spiegargli cose che si trovano in 20 secondi con una
ricerca su google.</p>

<p><b>7) Nel 2009 hai vinto un paio di importanti premi che
sottolineano il tuo percorso creativo e la tua eccellente
postproduzione. Ne vuoi parlare?</b></p>

<p>Devo premettere che non sono una grossa fan dei concorsi.
Spesso finiscono per essere delle occasioni per farsi il
fegato marcio al grido di “eh non ho vinto io perché
è tutto un magna magna”, quando di solito semplicemente
le proprie foto non sono buone abbastanza.
I principi secondo cui decido di partecipare o meno a un
concorso sono probabilmente un po&#8217; cretini, però se
c&#8217;è qualcuno nella giuria che vorrei vedesse le mie
foto e la quota mi costa meno rispetto a spedire un
portfolio a quella persona, partecipo. Se poi va bene,
grasso che cola.
È successo così con il concorso di blurb ed è
stata la stessa cosa per il Premio Fotografico.</p>

<p><b>8 ) Passiamo a chi ti ha preceduto, quali fotografi ti hanno
influenzato maggiormente? Ci sono delle fotografie in
particolare che avresti voluto scattare tu?</b></p>

<p>Ce ne sono valanghe.
Molte delle cose che ha scattato Diane Arbus, la foto di
Francesca Woodman in cui lei è seduta su una sedia e il
pavimento è cosparso di farina. Certi scatti di Witkin, la
foto di Wee Gee con il bambino che indossa l&#8217;elmetto con
la scritta “Space Patrol”, molte delle foto di Sally
Mann.
Alcuni dei ritratti di Avedon, la serie di cappuccetto
rosso scattata da Sarah Moon, il ritratto di Sir John
Herschel scattato da Julia Margaret Cameron&#8230;. ho scaffali
e cartelle pieni di foto che vorrei aver scattato io.</p>

<p><b>9) Tra i tuoi colleghi viventi invece, chi ammiri di più?</b></p>

<p>Anche qui sono parecchi.
Restringendo il campo ai primi che mi vengono in mente,
direi Ryan McGinley, Joey Lawrence (è un marmocchio e fa
delle foto assurdamente belle), Chema Madoz, Bill Durgin,
Eric Ray Davidson, Hedi Slimane, Anna Ritskhe, Rodney Smith,
Chadwick Tyler, Nadav Kander, Marco Craig, Paul Rowland, Tim
Walker, Paolo Roversi, Caryn Drexl, e un sacco di altra
gente, tra cui persone che non fanno i fotografi di
professione e magari hanno solo un account su Flickr.</p>

<p><b>10) Passiamo alla tecnica: quale equipaggiamento usi? Qual
è la tua lente preferita?</b></p>

<p>Al momento uso una Canon 5D mark II, che è il migliore
compromesso tra qualità/roba che mi posso permettere e
dimensioni/leggerezza.
Ho le braccia di un bambino di 4 anni, dopo un po&#8217; che
tengo in mano una macchina fotografica ne risento. E ci sono
giorni in cui scatto anche per 10 ore a mano libera.
Uso quasi solo focali fisse, o il 24-70 f2.8. Ma in genere
preferisco lo zoom “a piedi”.
Non vado mai oltre i 100 di focale, perché odio stare a
chilometri dai miei soggetti. Probabilmente la lente che uso
di più è l&#8217;85mm 1.8.
Però non sono particolarmente legata all&#8217;attrezzatura:
spesso uso le lenti di plastica della Diana, o scatto con
macchine giocattolo o con l&#8217;iphone.
Se la Chicco facesse una macchina che funziona abbastanza
bene per quello che ho in mente, non avrei problemi ad
usarla.</p>

<p><b>11) Consigli e raccomandazioni per chi vorrebbe
avventurarsi nel mondo della fotografia o, ancora meglio,
seguire le tue orme?</b></p>

<p>Eviterei di seguire le mie orme: io sono ancora agli inizi
e prendere me come modello vuol dire soprattutto puntare
basso.
Per chi vuole fare fotografia i consigli non sono nemmeno
poi molti, il che non vuol dire che siano semplici da
seguire: prendere una macchina fotografica, imparare a
conoscerla come le proprie tasche, saldarla chirurgicamente
alla propria persona e scattare. Tanto. Sempre.
Perché nella fotografia conta davvero poco quanti libri
di teoria, corsi, master, workshop uno si mette a fare: la
teoria base per fare foto corrette si impara in un
pomeriggio se si è molto stupidi, in un&#8217;ora e mezzo se
si è più svegli. Tutto il resto lo fanno gli strati di
foto, di tentativi, di errori, di orrori, che ci si trova a
fare mentre si cerca di ottenere qualcosa di decente.
Peraltro gli errori sono il modo più rapido per
imparare. Se si sbaglia poco, probabilmente non si sta
facendo niente di interessante.
E poi guardare quante più foto belle possibile. Andare a
vedere le mostre, passare i pomeriggi seduti per terra alla
Feltrinelli sfogliando libri di fotografia troppo costosi
per essere comprati, cercare di capire come sono state
fatte, da dove arriva la luce, come si relazionano tra loro
gli elementi di un&#8217;inquadratura.
Uno degli esercizi più utili che abbiamo fatto alla RISD
è stato quello di prendere la foto di un fotografo famoso e
cercare di riprodurla il più possibile uguale.
È decisamente utile anche passare meno tempo possibile
nelle community di fotografia calcolando il valore di quello
che si fa dal numero di favs, “mi piace”,
“bravissimo”, “hey vieni a commentare le mie foto
cosi&#8217; io ti commento le tue”. Si rischia di perdere
oggettività nei confronti del proprio lavoro, verso cui
-secondo me- si dovrebbe essere il più possibile
spietati.</p>

<p><b>12) Un&#8217;ultima domanda: tu stai a Bassano del Grappa,
decisamente una scelta di vita differente rispetto a quella
di molti fotografi che si concentrano nei grandi centri
abitati. Torneresti mai sui tuoi passi?</b></p>

<p>Dal punto di vista personale e professionale si è rivelata
la scelta migliore che potessi fare.
da qui in 40 minuti sono a Padova. Quando stavo a Milano il
martedi&#8217; e venerdi&#8217; sera in 40 minuti stavo facendo il
giro dell&#8217;isolato per trovare parcheggio causa lavaggio
strade.
Se ho una mattina libera in un&#8217;ora sono sulle piste da
sci. A Milano con ogni probabilità in un&#8217;ora mi sarei
trovata giusto intombata in tangenziale.
Mi pesa infinitamente meno farmi 300 km per andare a Milano
quando mi serve e vivere in un posto in cui i miei vicini di
casa sanno chi sono. Oltre al fatto che gli stipendi sono
esattamente gli stessi, ma affitti e costo della vita sono
il doppio.
O forse semplicemente dopo 10 anni ne avevo abbastanza.
Peraltro non è detto che Bassano sia la scelta
definitiva&#8230; semplicemente ho troppo poco tempo per
sprecarlo a vivere in un posto in cui non mi trovo bene e
lamentarmene: se non mi piace, mi sposto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/intervista-a-sara-lando/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Apologia di una scarpa</title>
		<link>http://neropercaso.it/apologia-di-una-scarpa/</link>
		<comments>http://neropercaso.it/apologia-di-una-scarpa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 13:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieriparoleoperemissioni]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://neropercaso.it/?p=428</guid>
		<description><![CDATA[Le scarpe devono essere belle e comode. Non metterei mai un paio di scarpe scomode ma belle. Purtroppo ogni tanto metto scarpe comode ma brutte. Poco tempo fa ho trovato un paio di scarpe che mi piacciono moltissimo. Senza farlo apposta sono il paio di scarpe più comode che io abbia mai provato. Sono talmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://neropercaso.it/wp-content/uploads/2010/01/S107PBLC_p.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-427" title="Supra Skytop" src="http://neropercaso.it/wp-content/uploads/2010/01/S107PBLC_p-300x300.jpg" alt="Scarpa Supra" width="300" height="300" /></a>Le scarpe devono essere belle e comode.</p>

<p>Non metterei mai un paio di scarpe scomode ma belle.</p>

<p>Purtroppo ogni tanto metto scarpe comode ma brutte.</p>

<p>Poco tempo fa ho trovato un paio di scarpe che mi piacciono moltissimo.</p>

<p>Senza farlo apposta sono il paio di scarpe più comode che io abbia mai provato.</p>

<p>Sono talmente comode che probabilmente diventeranno il mio paio preferito, insieme alla marca a cui appartengono.</p>

<p>Le trovate sul sito di <a href="http://suprafootwear.com/footwear/holiday-2009/signature/skytop/s107pblc/">Supra</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://neropercaso.it/apologia-di-una-scarpa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
<!-- WP Super Cache is installed but broken. The path to wp-cache-phase1.php in wp-content/advanced-cache.php must be fixed! -->