Nero per caso | Il mio flusso di coscienza

apr/10

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Buio

Buio. Come la totale estinzione della capacità di usare la vista, per ore. Buio. Come lo spazio attorno che non si misura più in distanze e dimensioni ma in sensazioni. Buio. Come la stanza da ascoltare, da ascoltare e ascoltare. Buio. Come la differenza di peso nel bicchiere per capire di quanto è riempito. Buio. Come il tavolo da toccare per trovare piatti, bicchieri, forchetta, coltello e bottiglie. Buio. Come il piatto da annusare per capire cosa contiene. Buio. Come la totale fiducia verso chi ti accompagna. Buio. Come la forza della voce che non sai misurare. Buio. Come la confidenza che in poco tempo devi dare e avere con i tuoi compagni di avventura.

Una cena con tanti sconosciuti con cui semplicemente chiacchieri liberamente imparando a fidarti della loro voce perché non hai altro modo per capire le espressioni e le emozioni.

Luce. Come lo schiaffo che ricevi dentro quando tutto è finito e i tuoi occhi ricominciano a vedere, a farti capire che con la luce spenta c’è chi ci vive, per davvero.

(pensieri sparsi dopo una cena al buio all’Istituto dei Ciechi a Milano)

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5 commenti for Buio

Marcob | 15 aprile 2010 at 18:53

Hai fatto “percorso al buio”?

Mi è molto piaciuto anche quello.

Author comment by Lawrence | 16 aprile 2010 at 01:12

No, non ancora, però me l’hanno consigliato :-)

Laura | 19 aprile 2010 at 12:21

Che esperienza dev’essere stata! L’hai resa davvero bene con le tue sensazioni…

lindalov | 19 aprile 2010 at 23:11

Deve essere stata una esperienza bellissima. Bravo tu che l’hai fatta e bravo chi l’ha organizzata.

Elena | 9 settembre 2010 at 11:01

Mi hanno invitato più volte. Non ho ancora avuto il “coraggio” di andarci …

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